La Guerrera di Marilù Oliva

MariluOliva_trilogia_03Nel 2010 esce Tú la pagarás! (Elliot, 2010), finalista al Premio Scerbanenco dove compare Elisa Guerra, detta La Guerrera. Scopriamo che prima di laurearti  hai fatto l’insegnante di salsa e tra le altre cose sei stata direttrice artistica di una rivista di musica e cultura latinoamericana. La domanda d’obbligo è: come e’ nato questo personaggio, quanto ti somiglia?
Diciamo al 30%. Alcuni particolari sono autobiografici, sia per quanto riguarda la situazione della Guerrera (anch’io ho lavorato per anni in redazioni dal clima asfittico, ho perso presto entrambi i genitori, ho praticato capoeira) sia per quanto riguarda le descrizioni fisiche (il fatto di essere piccolina e non filiforme, ad esempio. Anche se lei è molto diversa da me: ha i capelli scuri e lisci e la carnagione olivastra). Si può dire che, in un certo senso, La Guerrera è la proiezione di quello che ero io a venticinque anni, opportunamente ridipinta ed esasperata per esigenze narrative. Ho reso più rabbioso il suo senso di ribellione per le ingiustizie, l’ho voluta più libera, più scanzonata, a tratti più nera. E l’ho ritratta, rendendo onore al suo nome, come una vera “guerriera della vita”.

Seguono due altri volumi, nel 2011 Fuego e nel 2012 Mala suerte, sempre con Elisa Guerra. Era nei piani questo futuro sviluppo o il progetto ha preso forma…scrivendo?
Era nei piani un progetto esteso. Sapevo dove sarei finita, quali ostacoli lei avrebbe superato e sapevo che un libro non sarebbe bastato.

MariluOliva_trilogia_02Oltre alla protagonista indiscussa dei tuoi libri, è impossibile non amare alcuni personaggi secondari. Nel primo libro spicca Catalina, l’amica cartomante. La guerrera non ama che le venga svelato il futuro, tu come la pensi?
Io sono un po’ miscredente come La Guerrera, quindi non faccio affidamento sulle previsioni – a meno che non si basino su dati scientifici o intuitivi. Però, come tutti gli scettici e i refrattari, sono attratta dalle persone come Catalina, dal suo sguardo incantato, dal suo abbandonarsi alle possibilità dei mondi conosciuti e di quelli sconosciuti.

L’intreccio del primo libro è caratterizzato dalla dialettica coinvolgente tra Elisa e l’ispettore Basilica. Quanto hai lavorato per rendere così realistico il loro rapporto?
Come dici tu, volevo che fosse realistico. Ho lavorato abbastanza ma soprattutto ho sacrificato le mie propensioni: fosse stato per me, avrei creato loro le condizioni perché vivessero fin da subito felici e contenti, nonostante le tensioni, i baratri reciproci, le differenze eclatanti. Ma non si poteva, non funziona così nella vita, purtroppo.

In primo piano Bologna, in secondo piano Cuba o forse viceversa. Ancora una volta una partnership sui generis e accattivante. Come hai deciso le dosi della mistura?
Con molta naturalezza. Forse perché Bologna è in parte una città meticcia e mi ha facilitato il lavoro. Questi luoghi salseri notturni, poi, sono l’epicentro della mezcla che in qualche modo è il miraggio finale di tutti e tre i romanzi della trilogia: il convivere con tolleranza, MariluOliva_trilogia_01insieme alle proprie differenze, superando i tabù e i pregiudizi.

Soprannomi e titoli dei romanzi… chi li ha scelti?
Diversamente dalle copertine – di cui sono molto orgogliosa, ma sono volute e scelte dall’editore – i titoli e i nomi sono stati decisi da me. Devo ringraziare lo staff di Elliot Edizioni per avermeli consentiti: pubblicare una scrittrice non conosciuta con un titolo come “Tu la pagaràs!” è una scelta molto coraggiosa, soprattutto di questi tempi. Per questo, per la loro passione, per come affrontano le sfide e per il loro lavoro prezioso, sono loro davvero tanto riconoscente.

I tuoi libri sono pervasi da una grande passionalità. Anche chi non ha il sangue caliente all’inizio, finisce per risentire del clima e dell’influenza della guerriera. Si tratta di un espediente per scavare nella psicologia dei personaggi o di una forza universale che comunque pervade tutti e ogni cosa?
No, nessun espediente. Qualsiasi cosa faccia, non riesco a prescindere dalla passione e credo che in qualche modo ciò si riversi nei miei libri.
In Fuego, alcune caratteristiche della Guerrera diventano più evidenti:

Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonché giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio.
laGuerrera_05Da Wikipedia:
La capoeira (pronuncia portoghese: kapuˈejɾɐ) è un’arte marziale brasiliana creata principalmente dai discendenti di schiavi africani nati in Brasile con influenza indigena brasiliana, caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l’armonia dei movimenti (per questo spesso scambiata per una danza).

Viene una domanda trasversale a quelle che sono le tue molte iniziative: studio delle arti marziali d’obbligo per le donne nelle scuole, aiuterebbe nei casi di femminicidio?
laGuerrera_02Sapersi difendere può aiutare, ma non risolve un problema complesso che, per guarire, avrebbe bisogno di rimedi più estesi: preventivi, legislativi, di mentalità e di rieducazione.

A proposito di difesa… come scrittrice subirai anche tu delle critiche, avrai anche tu dei nemici.
Le critiche le subiamo tutti, indistintamente, scrittori e non, ed è giusto così. Certo noi siamo più esposti, ma le critiche sane sono costruttive, dobbiamo abituarci al confronto.
Di nemici degni di nota non ne ho. Ho solo dei troll che ogni tanto tentano di lanciarmi del fango, ma tendo a ignorarli e a concentrarmi su questioni più interessanti, detesto perdere tempo.

laGuerrera_04Una tua caratteristica vincente è stata quella di dar vita a uno stile personale, dove non mancano metafore originali e trascinanti. Da dove affiorano?
Grazie, Cristina. Non lo so, forse devo ringraziare le numerose similitudini cui mi hanno abituata i classici latini e greci, alle superiori. E probabilmente alleate sono le continue letture.

Nel terzo volume c’è un’evoluzione nel rapporto tra Elisa e l’ispettore Basilica, qualcosa riaffiora dal passato di Elisa. Ancora Dante in sottofondo. Si tratta di giuste coincidenza a chiusura della trilogia?
Di entrambe le cose: i rapporti irrisolti mi procurano ansia.

Cosa c’e’ nel futuro di Marilù Oliva?
Un nuovo romanzo. Fa parte di un progetto nuovo, che non si esaurirà in un libro, dedicato al tempo e al suo continuo sfuggire. Sopra ti ho detto che detesto perdere tempo: è vero. Perché il tempo è un mio demone e tanto più mi ossessiona quanto più scappa via.

laGuerrera_03Tu la pagaràs!
Bologna. È quasi finita la notte quando, in una sala da ballo di salsa, viene ritrovato il cadavere di un uomo, Thomas Delgado, barista del locale e inguaribile sciupafemmine. I potenziali indiziati sono molti, prima tra tutti La Guerrera, fidanzata di Thomas e abituale frequentatrice del posto. Disincantata, impulsiva, un po’ vanitosa e un po’ maschiaccio, La Guerrera è vera salsera, uno spirito combattivo. Di giorno lavora presso la redazione-garage di un giornale diretto da un becero individuo e, oltre alla salsa, ha due grandi passioni: Dante Alighieri e le patatine fritte. Vive con Catalina, l’amica cartomante, appassionata come lei di balli latinoamericani e santeria. Le indagini vengono condotte dall’ispettore Basilica e si incrociano con quelle della stessa Guerrera, che lo guida nel mondo della salsa, svelandogliene fascino e incoerenze, verità e mistero. Nel frattempo, un altro cadavere viene ritrovato nella campagna emiliana: una nuova vittima legata all’ambiente dei locali di salsa. E così, tra insegnanti di danza, animatori pugliesi che si spacciano per latinoamericani, ballerine bellissime e signore ambigue, esibizionisti, suggestivi e arcaici rituali religiosi, storie di sesso torbido, gelosie e superstizioni, l’ispettore Basilica si trova catapultato in un mondo per lui sconosciuto e pressoché incomprensibile. Però, in qualche modo, proprio dagli orishas, gli dei della santeria cubana verrà un aiuto inaspettato che porterà Basilica di fronte a una verità sorprendente…

laGuerrera_01Fuego
Una torrida estate bolognese, un piromane che semina incendi per la città e una morte strana, molto strana, apparentemente legata a oscuri culti sciamanici. L’autopsia conduce la polizia ai locali notturni latino-americani della provincia, il regno della Guerrera, al secolo Elisa Guerra. Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonché giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio. La Guerrera è concentrata in una personale lotta per la sopravvivenza: gli ostacoli sono il disinganno della vita, la precarietà e un’occupazione di cui si vergogna. Quando l’ispettore Basilica la coinvolge nelle indagini, lei ci si tuffa nel suo modo incosciente, senza riserve, così come balla e beve rum. Le ambigue notti di salsa sono una calamita non solo per i personaggi che le animano – la fascinosa Princesa, El Tigrón, El Chupa-Chupa, Catalina, con la sua dolcezza azzurra e i suoi studi di alchimista, il sensuale cantante Roelvis, un amante cubano tornato dal passato – ma anche per i curiosi. E qualcuno, nascosto nell’ombra, sta macchinando un nuovo delitto. Nel frattempo il fuoco continua a bruciare impietoso nelle strade di Bologna e nel cuore duro della Guerrera.

laGuerrera_08Mala suerte
In una Bologna notturna e distratta viene compiuto un omicidio inusuale: la vittima infatti è stata derubata e uccisa con una modalità singolare, avvelenamento da cloroformio. L’ispettore Basilica intuisce che la responsabilità è da collegarsi a una gang di latinos e italiani e subito coinvolge La Guerrera come consulente speciale in grado di addentrarlo nella comunità ispano-americana che gravita intorno ai locali notturni di salsa. A questo punto, però, un nuovo omicidio si lega al primo e le indagini si intrecciano. La Guerrera sonda negli ambienti salseri della città, avvalendosi della propria preparazione scientifica – sta completando la tesi per laurearsi in criminologia – nonché delle frequentazioni “speciali”, ad esempio quella con il giovane e aitante cubano con cui ha intessuto una relazione sessuale. Mentre la sua migliore amica Catalina mescola i suoi tarocchi e la Commedia di Dante ritorna a dare provvisorio conforto, tra sigarette, bottiglie di rum e patatine, La Guerrera fa capoeira e combatte in jeans, si ostina, cade, si rialza, cerca rifugio nei sensi, persegue un ideale personale di giustizia che cozza col mondo buio che la circonda. Turbata dalla tensione con l’ispettore Basilica – che vedrà un’inaspettata evoluzione – e da un nodo mai sciolto del passato che torna su di lei, Elisa farà allora quello che le riesce meglio: lottare, anche fino alla morte…

marilùOliva_19Settembre2013

Tag:, , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: