Francesco Mastinu – Concatenazioni

Nel mondo delle concatenazioni di Mastinu c’è molta sofferenza. L’omosessualità è vissuta con incertezza e angoscia anche quando si trova un compagno che ricambia i sentimenti. Il primo racconto, Tre motivi, è forse il più drastico dei brani, proprio perché si parla di un rapporto d’amore ricambiato (e non sognato o meglio favoleggiato come per esempio in Sissi) eppure anche in questo caso non c’è scampo, la sofferenza è sempre la vera protagonista assoluta. Concatenazioni inizia con un vero e FrancescoMastinu_Concatenazioni_05proprio pugno nello stomaco, dove la logica serrata di un pater familias tradizionale produce un’educazione coercitiva talmente pressante da non lasciare scampo per il protagonista che decide per sé e per Totore. Navigando tra le concatenazioni, tuttavia, la centralità del tema si dispiega in molteplici salse ed è proprio questo il punto di forza del libro, la capacità di intrigare in modo diverso, esplorando tutti gli anfratti dell’animo umano. C’è chi vive in bilico tra il sogno e la realtà, chi soffre per l’impossibilità di realizzazione di un desiderio profondo, chi si sente in errore ma persegue la ricerca della felicità con caparbietà, consapevole di percorrere una china costi quel che costi, chi mette in atto vendette atroci. Personalmente trovo che il valore aggiunto di Concatenazioni sia proprio nell’efficacia con cui viene fatta chiarezza su alcuni aspetti dell’essere omosessuali che vengono persi nell’appiattimento che scaturisce dall’etichettatura generica a cui si è abituati. Mastinu mette in chiaro come l’omosessualità sia un modo di essere multiforme come l’eterosessualità, dove comportamento, orientamento e identità sono ingredienti vari e mutevolissimi con la personalità. La comunanza nelle storie di Mastinu, la concatenazione ultima, è data solo dall’impossibilità di realizzazione ed è questa impossibilità a costituire il substrato veramente uniformante delle coppie omosessuali dove l’omofobia è ancora imperante. Concatenazioni offre una girandola di situazioni, di personalità e di stati d’animo. Il punto di vista varia in modo imprevedibile, può essere quello di un sadico amante frustrato, quello di un adolescente che desidera emanciparsi dalla propria verginità, quello di un ragazzo che vive un’avventura sentimentale di una notte durante una vacanza e mille altri ancora. Gli scenari sono, di rimando, variegati e delocalizzati. Camere da letto, spiagge, strade che puzzano di urina, locali. Timidamente si affaccia qualche ritratto di donna, quasi mai protagoniste ma comunque sempre tratteggiate in modo tridimensionale.

Ho avuto l’impressione di racconti scritti in diversi momenti. Qual è stata la genesi di FrancescoMastinu_Concatenazioni_02Concatenazioni?
A dire il versò sì, si tratta di racconti che ho scritto in fasi diverse della mia vita e dei miei propositi letterari e che, soprattutto, rispondono a esigenze diverse del mio percorso letterario ma soprattutto umano, in quanto il messaggio che volevo veicolare rispondeva al mio bisogno di comunicare nel momento. Successivamente, avendo un buon numero di racconti brevi scritti nel corso del tempo, ho deciso di raggrupparli per tematica e di provare a farne una raccolta che, nel caso di Concatenazioni, parla di omosessualità, bisogni, relazioni e solitudini affrontando il tema LGBT in ogni tipo di forma ma soprattutto da diverse angolature nello spazio e nel tempo.

Se c’è un elemento che mi ha messo addosso una vera e propria curiosità è una certa location (passami il termine) esotica rispetto all’Italia in generale e alla Sardegna in particolare. Mi riferisco alla Germania di La Tua Sissi o di Passo dopo passo. C’è un’idealizzazione di questo luogo? Da dove vengono fuori i riferimenti a volte davvero dettagliati dal punto di vista topologico? È vero che il sindaco di Berlino è gay visto che la questione te la rimpalli di racconto in racconto?
FrancescoMastinu_Concatenazioni_13A dire il vero in questi racconti si respira un’aria non italiana semplicemente perché avevo deciso che queste storie non cadessero nel solito tranello dell’Italia che non propone le tutele per le persone LGBT (mi riferisco all’omofobia, alla transfobia e anche ai matrimoni civili), argomento che ho trattato in passato con il mio esordio (e francamente la ritengo ancora oggi la scelta corretta, perché l’intento di questi testi è più intimo: non di denunciare l’inadempienza di uno stato quanto di dire cosa significa, ancora oggi, essere omosessuali in una società che può o meno tollerarti). Ovviamente a location corrisponde anche una conoscenza e uno studio della realtà di vita e storica, oltre che, laddove è possibile, anche a un riscontro diretto del luogo. In effetti si tratta di luoghi che ho visitato: Lloret de mar, Madrid, Berlino, Monaco, Budapest e tutti gli altri sono tutti luoghi dove sono stato e che, in qualche modo, mi hanno ispirato qualcosa per ambientarci le mie storie. Nel caso di Sissi, per esempio, il racconto nasce da un incontro che ho avuto proprio nella stazione metro di Monaco di Baviera, di ritorno da Possenhoffen. Vidi un gruppo di ragazzini, di cui uno in disparte che per qualche secondo osservava uno dei suoi amici baciare la fidanzata che stava per salire sul vagone. Ecco, in me è scattato qualcosa, ho attribuito dei messaggi e dei significati alle cose che io provavo, e dal nulla, durante la mia vacanza in Germania, è nato Sissi. Di queste ispirazioni fulminee ne trovi diverse in Concatenazioni. Per rispondere alla tua ultima domanda, all’epoca di scrittura dei testi relativi a Sissi, il sindaco di Berlino era Klaus Wowereit, un politico tedesco che annunciò pubblicamente prima della sua elezione a sindaco di essere omosessuale e che in questo non c’era nulla di male. Fu un coming out storico e di una certa rilevanza, come in Italia ancora ci sogniamo.

FrancescoMastinu_Concatenazioni_06In Passo dopo passo leggo:
Non reggerei a uno scontro diretto di pupille, capirebbero subito chi sono e cosa voglio nascondere, questo mi fa paura. Chissà che potrebbe succedermi… magari mi picchierebbero, o addirittura mi ucciderebbero.
Utilizzo questo passaggio per provocarti: sembra quasi che l’essere omosessuali possa evidenziarsi da segni evidenti. Nel racconto si parla di un ragazzo molto giovane, lo chiami Sissi, ma ho avuto spesso l’impressione di protagonisti animati dal desiderio di rivelarsi e in parallelo di essere traditi da una sorta di perdita di controllo che possa far trapelare la propria natura. Davvero è ancora pericoloso far trapelare la propria natura?
Facciamo un passo indietro, concentrandoci su Sissi, che in quel racconto semplicemente deve fare i conti con la sua percezione del sé e nel contempo con quello che potrebbe accadere una volta che lui accetta di essere se stesso e quindi non può più tornare indietro. In quella fase ho semplicemente cercato di costruire il dilemma che si ritrova ad affrontare un giovane gay quando inizia a capire che non può fingere di non avere delle pulsioni (o di conformarsi con quello che succede intorno a lui per quieto vivere) e ha contestualmente paura di fare quel percorso. È vero, oggi ci sono strumenti differenti che ti aiutano a informarti, oggi magari puoi avere la fortuna di vivere in un contesto dove essere gay è come avere i capelli rossi, che non è importante o rilevante per chi hai intorno e ti accetta per quello che sei. Ma a mio avviso all’inizio, quando sai che provi attrazione per persone del tuo stesso sesso, è un momento traumatico, dove il giovane non riesce a essere sereno, dove temi di sentirti sbagliato, un deviato, il solo. Tutti questi timori, se aggiunti a una situazione di omofobia circostante più o meno diretta a te, sono determinanti per generare un dolore, una sofferenza interna, per capire di essere diverso da quello che gli altri in te si aspettano e di non riuscire in alcun modo a FrancescoMastinu_Concatenazioni_04reprimerti, perché la tua natura spunta sempre fuori, evidenziando comunque una frattura tra te, le tue aspirazioni e quello che sei e che provi. Questo è un passaggio delicato, che a mio avviso bisogna avere sempre chiaro (e se lo hai vissuto, è innegabile, da un plusvalore) quando parliamo o scriviamo del mondo LGBT. Perché sì, possiamo anche riempirci di glitter e far finta che le produzioni coi gay siano tutte simpatiche e carine, ma se non affronti quel dolore, se non lo consideri o fai finta che siano situazioni limite poco interessanti, o se non fai in modo che io lettore lo possa leggere tra le righe insomma, beh, non stai parlando del mondo LGBT ma di storie che difettano di aderenza alla realtà.
Oggi, nella vita di tutti i giorni, c’è comunque una maggiore informazione sul mondo gay, se ne parla, in modo più o meno congruo ma se ne parla. Di sicuro sono convinto che i passaggi fondamentali di accettazione della propria natura e la conseguenza di doversi mostrare per ciò che si è sono importanti, servono a te come alle persone che hai intorno per capire che non c’è nulla di male ad amare qualcuno, a prescindere dal sesso. Però, è sempre vero che ancora oggi rivelarsi diventa un rischio: puoi essere oggetto di scherno, di sospetto, di omofobia in base ai casi. Perché è vero, parliamo di gay anche nei rotocalchi, qualcuno ci scrive su, fanno i telefilm… ma il pregiudizio, fintanto che non attui delle reali politiche di educazione al rispetto e alle diversità, rimane sempre un rischio plausibile.

I racconti di Concatenazioni sono molto sensuali. Sono densi di sentimenti poetici comeFrancescoMastinu_Concatenazioni_08 di pensieri erotici e fantasie puramente sessuali, dove l’intensità della passione si interseca a volte anche con l’ironia. Sissi si concederebbe e al sessantenne Pietro, i sensi prendono il sopravvento nonostante l’idealizzazione costituita dal bellissimo Franz. Amore, sentimento, sesso e passione: come sono miscelati questi ingredienti in Concatenazioni?
Nei racconti sono miscelati, mi auguro in modo equo, anche perché si tratta di testi che non trattano il genere erotico o quello comunque fine a se stesso ma intendono dare al lettore una storia in pillole. Sono dei testi che comunque raccontano la vita per quella che è, un agglomerato di avvenimenti importanti, cose quotidiane, sentimenti e sesso, senza giudizio. Forse io non ci ho fatto caso in sede di scrittura, perché appartengo a quella schiera di persone che vivono la propria sessualità, intesa come insieme di atti e di passioni, in modo normale, senza pregiudizio. Difficilmente considero qualcosa di illegittimo o di riprovevole fintanto che coloro che partecipano a quella data attività erotica sono consenzienti e pienamente consapevoli di quel che fanno e di come si danno. Per consapevolezza intendo la conoscenza esatta e la volontà di fare del sesso, romantico od occasionale che sia. Una volta che si percepisce questo, per me non c’è nulla di strano, nemmeno nelle pratiche più estreme. Non so, forse sono io che non vedo limiti oltre la propria volontà e l’altrui rispetto. Per cui sì, il sesso è una costante perché per me è un aspetto basilare della vita e del rapporto tra i partner, che tendo a presentarlo ai lettori in un modo più che mai normale… proprio come con normalità lo vivo io.

José e Alejandro sono i protagonisti di un’incursione in un mondo sadico dalle tinte tarantiniane da cui facevo Francesco del tutto immune. Invece mi hai ricordato, con le opportune variazioni del caso, la scena de Le iene in cui tale Blonde si rivela un sadico torturatore nei confronti del poliziotto legato ad una sedia, gli taglia un orecchio e si appresta a bruciarlo vivo inzuppandolo di benzina. Poi ci sono i nomi spagnoleggianti dei protagonisti… C’è un legame, un omaggio o si tratta di una casualità?
seiPollici_02A dire il vero non ho mai visto le Iene, per cui non conoscevo questa citazione. L’intento de “L’anniversario” è puramente letterario, ma anche catartico. Ho costruito questa storia per scagliarmi contro una persona che mi ha ferito e sul quale mi sarei voluto vendicare, la fantasia e la location iberica sono fittizie, ma purtroppo l’istinto di vendicarmi verso chi mi ha fatto soffrire a suo tempo era reale. Ok, non avrei mai realizzato un’impresa del genere sul serio, ma mi sarebbe piaciuto poter scagliare addosso a questa persona il mio disappunto, dato che non mi è stato in alcun modo possibile, appena mi sono ripreso dallo sconforto, ho coltivato la rabbia direzionandola nella mia personale vendetta.
Se mi sono sentito meglio, dopo?
Confesso, sì. Decisamente meglio.

Una domanda di prammatica: Per sempre è una frecciata molto esplicita alle leggi che impediscono il matrimonio tra individui dello stesso sesso. Si tratta della storia più metafisica della raccolta, a mio avviso, considerando la scelta del singolare punto di vista che fa la differenza. Trovo poi un legame speciale tra questo racconto e una frase nella tua presentazione (riferita al tuo rapporto con Guido). Nonostante la tenerezza dell’intreccio e la tragica liricità della trama, è forse il tassello più polemico della raccolta dal punto di vista sociale. Quanto, secondo te, la letteratura può influenzare il diritto?
Purtroppo la letteratura non può influenzare il diritto, che rimane appannaggio del legislatore e della politica. La mia convinzione è che la letteratura può e deve smuovere le coscienza, può stimolare la cittadinanza attiva e far partire quel processo dal basso per cambiare le norme sociali, per educare le nuove generazioni al rispetto e alla diversità e quindi, alla lunga (ma non troppo) influenzare il FrancescoMastinu_Concatenazioni_07legislatore, la politica e in ultima analisi attualizzare il diritto. In “Per Sempre”, come nell’altro racconto “Il mondo nuovo” o nel mio romanzo d’esordio “Eclissi” troviamo uno dei miei argomenti cardine: il diritto a potersi amare e nel contempo il diritto a far sì che questa unione possa trovare tutela e riconoscimento ufficiale dalla normativa, come ormai succede in tutto il mondo occidentalizzato, dove conta che tu ami e che hai un progetto di vita in comune con qualcuno, non il sesso di appartenenza. E in sintesi io non sono per forme alternative: il diritto prevede che questo contratto emotivo e giuridico si chiami matrimonio, e pertanto io desidero il matrimonio per me e per la persona che amo, alla stregua di qualsiasi altro cittadino di questo stato. Senza remore, senza se e senza questioni morali, che non sussistono. Dobbiamo smetterla di parlare di unioni migliori, peggiori, tutelate o non necessarie. E fintanto che questo non avverrà, il matrimonio e il riconoscimento delle coppie omoaffettive in termini normativi rimarranno tra i miei cardini narrativi, proprio perché io scrivo non per dire che sono bravo o bello (né per farmelo dire) ma per comunicare e invitare a riflettere i lettori sui miei messaggi, perché se anche, con un mio testo, riuscirò a far riflettere una sola persona su un argomento del genere, avrò raggiunto un risultato importante.

FrancescoMastinu_Concatenazioni_09Esaminiamo ora un altro aspetto di Concatenazioni, quello della doppia vita. Marcello e Roberto sono protagonisti di un lungo racconto dove la falsità e la necessità di mantenere una normalità apparente mina la quotidianità. Mister Power è l’incarnazione dell’altra faccia della medaglia, molto più subdola e perversa. Cosa pensi del web-outing, siti che pubblicano liste di nomi di politici omofobi ma gay? Aiuterà a smascherare l’ipocrisia di chi si esprime o addirittura compila leggi omofobe pur essendo omosessuale?
Una prassi molto comune in passato, che per fortuna oggi sembrerebbe meno diffusa, era quella di condurre una vita di facciata, vivendo magari incontri omosessuali nel proprio privato. L’ho sempre considerato come il sintomo di un dissidio interiore, dove il peso della società e dei giudizi altrui diventa più rilevante rispetto al seguire la propria natura, e dare magari adito a presunte azioni di ritorsioni. Purtroppo, ancora oggi, ci sono persone, soprattutto in sede pubblica (artisti, ma in gran parte politici e membri del clero) che non vogliono fare del proprio privato argomento di discussione, e più spesso vivono le proprie pulsioni come qualcosa di sordido, da non rivelare, da fare al buio e in silenzio, incrementando l’idea che vivere una relazione di coppia o la propria affettività in maniera aperta sia sbagliato. Spesso, per fugare ogni dubbio su di sé, sono persone che pubblicamente, oltre a simulare rapporti familiari eterosessuali, esternano giudizi e pareri negativi sui gay e sul loro modo di essere, pur di salvare la propria immagine e i privilegi che ne derivano. In questo senso la società italiana è molto indietro rispetto alle altre, proprio perché in particolare nel mondo politico sono in tanti a non vivere serenamente quello che sono e che comunque fanno, nascondendosi. La doppia vita tra l’altro è alla base anche del mio secondo romanzo, “Polvere”, uscito di recente, dove ho cercato di risolvere a mio modo il dissidio interiore di chi non ha il coraggio di affrontare la propria natura e si nasconde, con tutti i pericoli e le sofferenze che ne derivano. Rispetto alla diffusione di certi aspetti della vita delle persone, ho un’opinione ambivalente: se da un lato lo screditare l’omofobia di alcuni di loro è comunque allettante per dimostrarne l’ipocrisia, dall’altro sono persuaso che più che rivelare un segreto bisognerebbe portare le persone a rivelarsi autonomamente, soprattutto perché credo che l’opinione pubblica abbia bisogno di esempi positivi, non di gesti che dimostrerebbero, ancora una volta, che l’omosessualità sia qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi.

FrancescoMastinu_Concatenazioni_11In Quel che resta uno dei protagonisti è Carla, dunque abbiamo un punto di vista femminile anche se da contrappunto c’è Guido, ma è lei la figura dominante. Poi c’è Rachele di Concatenazioni (il racconto) la cui perfidia nasce dalla consapevolezza di aver perso potere seduttivo. Come vede Francesco le donne, da dove nasce questo miscuglio anomalo di caratteri femminili?
Le donne per me sono delle figure importanti, che ho sempre sentito speculari al mio essere uomo e che ho sempre rispettato, giudicandole comunque pari a me, diverse come la natura prevede, ma comunque uguali in termini di predisposizioni, diritti e doveri. In questa raccolta le figure femminili sono molto scarne per un semplice motivo: quando ho fatto la cernita dei testi da includere, ho escluso tutti quelli con protagoniste femminili, a cui spero di riuscire a dedicare un lavoro apposito, proprio perché voglio confrontarmi, narrativamente parlando, anche con l’universo femminile.

Concatenazioni offre una visione a 360 gradi dell’amore. In sottofondo c’è uno stile unico e inconfondibile (con una vicinanza più o meno marcata ai tuoi ultimissimi lavori), ma come hai lavorato sullo stile dei tuoi racconti, lo hai adeguato al contenuto specifico, al ritmo delle storie?
Le mie storie nascono sempre da due aspetti che si coniugano: da un lato troviamo i messaggi e le FrancescoMastinu_Concatenazioni_10riflessioni che voglio condividere, le storie che voglio raccontare, dall’altro è il modo di presentarle, in cui cerco comunque di complicarmi la vita per rendere il lavoro di scrittura più divertente e interessante per me e (spero) per chi legge il prodotto finale. Trattandosi di testi che ho scritto nell’arco di un decennio, il modo di scrivere e lo stile si è per forza modificato, si è ispessito, normato e raffinato. Per cui credo che sia legittimo riconoscere cosa è più acerbo da cosa non lo è. Per cui sì, ogni storia ha una sua peculiare origine, e anche un intento stilistico preciso, che lo differenzia dal resto, ma nel contempo sono convinto che scrivere in mia sia una costante evoluzione. Sarebbe interessante rispondere magari a questa domanda nel prossimo ventennio, per due motivi: sia perché significherebbe che non ho smesso di scrivere e pubblicare tra venti anni, sia perché con altro tempo potremo analizzare le variazioni intercorse dal mio esordio sino alla scadenza che ci siamo prefissati. Insomma, che ne dici, la accendiamo?

Sei soddisfatto dell’editing che è stato fatto su Concatenazioni? Come lo definiresti?
seiPollici_10Assolutamente sì. Penso che l’editing sia una fase importante, in cui la tua voglia di scrivere si interseca col desiderio dell’editore di pubblicarti. Chi non fa editing, a mio avviso, non fa editoria, stampa libri. E purtroppo ultimamente sono convinto che non ci siano eccessive differenze tra chi ti pubblica gratis e non ti edita e tra chi ti fa pagare per pubblicare e non ti edita. La qualità si misura sul libro e sul lavoro di investimento che si fa sul libro, di cui l’editing è un elemento imprescindibile.

Per concludere un domandone: quanto tempo pensi che Concatenazioni resterà una racconta attuale, come è al momento?
Oddio, è un’idea ambivalente. Da un lato ti direi che l’attualità risiede nel fatto che l’omosessualità è e rimane oggi argomento di confronto sociale su più livelli. Per cui da un lato più che sapere se rimarrà attuale, mi auguro che lo sia, perché significa che la società si interroga e costruisce intorno all’omosessualità. D’altro lato ho sempre dentro di me un sogno: che un domani parlare di una storia omosessuale non sia più ascrivibile a una lettura per riflettere sull’identità sociale dei gay e su quello che a loro manca, ma che possa essere goduta come semplice esperienza umana rivolta a tutti, senza distinzioni, per il semplice gusto di leggere. Significherebbe che essere gay sarebbe per tutti una componente come un’altra della natura umana e che in quanto tale non esisterebbero più differenze di trattamento, discriminazioni e carenza di diritti.

 

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Titolo: Concatenazioni
Autore: Francesco Mastinu
Editrore: Edizioni6pollici
Formato cartaceo: brossura copertina con alette, 12×18
Pagine: 152
Prezzo Cartaceo: 14.00
Prezzo ebook: 7.00

Quarta di copertina
Il desiderio di essere compresi nel mondo normale, l’anelito all’amore e l’odio per l’ipocrisia.
Uno sguardo dietro le quinte delle relazioni umane con gli occhi di un adolescente, di uomini maturi, di vecchi signori la cui vita è trascorsa tra mille ostacoli in nome di un solo ideale: l’amore, quello vero e non negoziabile.

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5 commenti su “Francesco Mastinu – Concatenazioni”

  1. Misterkappa maggio 6, 2014 a 2:19 pm #

    Bel post, mi piace! 🙂

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