Vito Introna – Ainor l’Apolide

VitoIntrona_AinorLapolide_01Ainor è un artista di strada marocchino, segnato dalla meningite che l’ha afflitto in tenera età. Privo di padre, vive con la madre e l’arcigna sorella Cadigia fin quasi ai trent’anni…

L’Europa del domani, un’area chiusa e intollerante. Una visione distopica del futuro utile allo sviluppo di una trama intrigante o un tuo timore?
Un timore, non solo mio. Non sono nemico della moneta unica, sia chiaro, ma è evidente che l’attuale Europa a due velocità sta deludendo la maggior parte delle attese. Spero che il progredire nell’unione politica della UE non sfoci in una dittatura, sebbene i segnali non manchino.

La vita di Ainor è difficile ed estenuante ma nel dolore c’è una sua crescita in tutti i sensi. Come nasce la figura di Ainor, quali sono gli elementi chiave della sua personalità?
Ainor nasce per caso. Dopo aver letto Arcipelago Gulag di Solzenicyn decisi di scriverne un tributo e capii che il reietto della società del domani non poteva essere rappresentato da un borghese o da un controrivoluzionario. Allora ben venga un nordafricano debole di intelletto e senza arte né parte, che meglio incarna gli esclusi di tutto il mondo.

Un romanzo ambientato nel futuro che permette di svelare un mistero antico. Quali sono gli ingredienti VitoIntrona_AinorLapolide_04della storia e come li hai miscelati?
Non esageriamo, Ainor non vuole rivelare degli arcani. Ho semplicemente simulato una UE tirannica, popolata da gente ricca, asociale e chiusa in se stessa. Colonie miste umane e aliene, veri e propri gulag del cosmo, sono il corollario di questa decadenza. Il lavoro si estorce ai più deboli pur di preservare il proprio stile di vita dissoluto. Nulla che la storia non abbia già raccontato, a conti fatti.

Quali sono gli scrittori di fantascienza che ti hanno influenzato e quali libri ti hanno segnato particolarmente?
Ho letto veramente di tutto. Oltre ad Asimov (ma non sono un fan della Fondazione) e Lovecraft apprezzo molto alcuni testi di Dick, Van Vogt, Clark Ashton Smith, Saberhagen, Iain Banks e svariati altri. Il libro che più mi ha colpito però lo lessi da ragazzino e non è certo quotato: “Un carro nel cielo” del modesto autore italiano Luigi Naviglio.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
VitoIntrona_AinorLapolide_02Purtroppo sto lasciando il mondo del fantastico. Continuerò a dirigere la collana digitale di Scritture Aliene, ma sono francamente stufo di sgomitare per emergere in un mercato così ristretto, dove lettori e scrittori coincidono quasi perfettamente. Sto gradualmente migrando verso il thriller e il poliziesco e ho già pronti due romanzi, un thriller scritto da solo e un poliziesco a quattro mani con una collega.

 

 

 

 

 

 

 

VitoIntrona_AinorLapolide_Copertina

Titolo: Ainor l’Apolide
Autore: Vito Introna
Editrore: Loquendo Edizioni
Formato cartaceo: brossura,  12×16,5 cm
Pagine: 444
Prezzo Cartaceo: 18.90

Quarta di copertina
Ainor è un artista di strada marocchino, segnato dalla meningite che l’ha afflitto in tenera età. Privo di padre, vive con la madre e l’arcigna sorella Cadigia fin quasi ai trent’anni. Poco dopo la morte della mamma Ainor, sentendosi di troppo in casa della sorella, inizierà un viaggio attraverso l’Europa del domani, un’area chiusa e intollerante, avviluppata nel totale isolamento socio-tecnologico. Incapace di rapportarsi alla nuova realtà, si ritroverà ostaggio del sistema UE e dopo l’ennesimo arresto, sarà imprigionato e costretto a trasferirsi in un campo di lavori forzati sul pianeta Wroght. La sua vita da forzato sarà costellata dal susseguirsi di eventi tragici e spesso al limite dell’umana sopportazione, ma tanta sofferenza non gli impedirà di riacquisire miracolosamente la ragione. Il senno ritrovato non cambierà le condizioni bestiali in cui Ainor è costretto a vivere, tuttavia gli concederà di raggiungere un nuovo livello di consapevolezza, fino a percepire la presenza di un’entità suprema. Un mistero antico quanto il tempo stesso che a nessuno è dato di svelare, ma che potrebbe rappresentare una luce di speranza.

 

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2 commenti su “Vito Introna – Ainor l’Apolide”

  1. gransage giugno 5, 2014 a 9:37 am #

    apprezzo il disegno e aggiungo una similitudine :
    urss/eurss: alla costruzione del villaggio europeo come di quello socialista si arriva coi treni blindati della moneta unica …. io comunque come nuovo ivan denisovic avrei scelto un greco post cura troika … e mi permetto con estrema umiltà e genuflettendomi di porgere un titolo : “anschluss l’annessione , l’unificazione della germania e il futuro d’europa” di vladimiro giacchè…purtroppo non è fantasia quella storia…

    • Cristina Lattaro giugno 8, 2014 a 6:39 pm #

      Ciao Gran, grazie per il tuo commento e la tua solita preziosa attenzione!

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