Marco Bocci – Gli italiani mi capiranno

MarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_04Gli italiani mi capiranno parte da una premessa: che siano immagini o messaggi, forme di linguaggio o bisogni di comunicazione, tutte le espressioni umane sono parimenti manifestazioni potenti e liberatorie. La parola è il vero dono dell’immortalità. Il concetto viene spiegato partendo dagli affreschi rupestri primitivi, fino a giungere all’esame di graffiti moderno: Gobbo finchè campo e altre scritte fanno scattare analisi sulla loro presunta origine che verte su più punti di vista, vegetale, politico, sportivo, culturale, laddove i doppi sensi e i multipli piani di lettura vengono in essere in rapida sequenza poichè l’autore è forte della consapevolezza che gli italiani lo capiranno. Quella di Bocci non è una descrizione ironica fine a se stessa, non lo è per esempio quando ci parla di qualcuno per cui la schiena curva rappresenta un handicap fisico e psicologico o quando ci racconta la vicenda della ragazza Rumena che deve tagliare i ponti con la sua terra in cambio di un lavoro in regola. Il suo è un vero e proprio excursus nelle radici sociali, familiari e storiche del nosttro Paese che si rafforza quando i muri con i graffiti si trasformano, nella seconda parte del libro, nel muro della difficoltà di comprensione. Ne derivano menu e dialoghi con alla base nomi di politici arcinoti come pure ritratti di personaggi ipotetici ma non troppo o frammenti di vita presunta dell’autore le cui peripezie fanno da motore portante a un giro di vento leggero e provocatorio che spazzola inesorabile l’Italia di oggi.

MarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_02Gobbo finchè campo e company, scritte sui muri come tante altre. Come mai hai scomodato addirittura i nostri remoti antenati per fornire un prologo al tuo libro?
Perchè la spinta a voler comunicare un proprio stato d’animo e lasciare un segno del proprio passaggio è antichissima. Mi è sembrato corretto partire da quelle antiche pitture per proporre una possibile diversa e curiosa angolatura interpretativa circa le moderne scritte murali.

Hai scelto un approccio molto diretto con il lettore, hai in mente un interlocutore preciso?
Quando scrivo non ho mai un’idea di “lettore ideale” cui rivolgermi. Ritengo sbagliato che uno scrittore inizi a scrivere pensando al tipo di lettore giusto per i propri libri. Fatti salvi i casi di saggistica specializzata, ogni argomento di qualsiasi libro può essere oggetto di lettura. Tutto dipende dalle capacità narrative dell’autore e dalla voglia di conoscenza del lettore. Poi ci sono le (piccole) questioni della publbicità e della distribuzione: ma questa è tutta un’altra storia.

Il concetto della schiena dritta, le sue mille valenze, si rivela una delle basi strutturali di grande potenza del libro. Come ne hai arguito le potenzialità e con quale criterio hai distribuito gli spunti?
L’espressione schiena dritta rappresenta uno fra i tanti tormentoni e luoghi comuni linguistici usati (ed abusati) dalle persone. In questo caso specifico, ho notato come tale espressione sia spesso usata in modo autoreferenziale, quasi che la sua declamazione solenne garantisca a chi la pronuncia una sorta d’immunità dal dover concretamente dimostrare la probità e la rettitudine del proprio agire. Ho cercato di portare alla luce che il linguaggio, in quanto ricchissimo e potente, richiede qualche sforzo maggiore di ampliamento in capo a chi se ne avvale.

 Il tentativo del nostro eroe gobbo di smascherare un affare corrotto gli vale solo una pacca sulla schiena da parte delle autorità. Lo sguardo disincantato e negativo torna prepotente nella seconda fase del libro. siamo ridotti così male in Italia?
In Italia, più che altrove, c’è un bisogno quasi compulsivo di trovare il taumaturgo capace di guidare la folla verso la terra promessa. In Italia non piacciono e non interessano le persone serie e competenti, piacciono coloro che fanno sognare, i fascinosi istrioni che promettono panem et circenses. Non importa, se poi il pane viene dispensato in forma iniqua ed nel circo taluni non ci vanno come spettatori ma ci finiscono come prede. Dunque, sì in Italia siamo attualmente ridotti piuttosto male.

MarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_03Non sembri molto amico dei mass media. I giornalisti, per esempio, sembrano spinti da loro finalità personali, di carriera e di notorietà o semplicemente dalla smania di essere considerati popolari, più che da un’originale vocazione. Carta stampata, telegiornali, libri… c’è un mezzo di informazione che possa definirsi più a servizio della comunità degli altri?
La professione del giornalista ha subito una certa involuzione ma, in quanto tale, per me resta un’attività nobile. Un po’ meno nobili sono certe pratiche giornalistiche decisamente scadenti e (s)vendute. Tutti i mezzi d’informazione sono utili ed importanti ovvero inutili e dannosi, a seconda dell’uso che ne viene fatto e degli scopi per cui ce ne si avvale.

Perbenista, disfattista, stalinista… l’etichettamento sembra una delle pratiche che più ti indispone. Come hai trattato l’argomento nel libro?
L’etichettatura è un importante sistema di indentificazione sintetica. Applicata ai comportamenti ed ai pensieri può risultare rischiosa perchè banalizza ed estremizza situazioni delle interazioni umane che invece sono più complesse. Ho pertanto cercato di evidenzare i limiti dell’etichettamento stigmatizzandone l’utilizzo esagerato.

I muri con i graffiti si trasformano, nella seconda parte del libro, nel muro della difficoltà diMarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_05 comprensione. Frammenti dinamici, Frammenti statici, Frammenti culinari, Frammenti in punta di pil… qual è il link vero tra le due sezioni del libro?
Nel mito dell’auriga, Platone si avvale di una sorta di tripartizione: l’auriga è la ragione che governa i due cavalli, il banco che rappresenta la spiritualità, il nero che indica il mondo terreno e sensibile. Ecco, io vorrei essere la ragione che guida il cavallo più pacato della narrazione oggettiva e classicheggiante (prima parte) ed il cavallo più impetuoso della narrazione istrionica e libera (seconda parte).

Il menu di Frammenti culinari è una collezione di nomi di politici asserviti a piatti gastronomici a cui segue una dialettica tra cliente e gestore che di nuovo non lesina nell’utilizzo di nomi noti all’interno delle batture. Esamini a fondo la tesi secondo cui è sempre una questione di comprensione, ma il tuo vero obiettivo tuttavia, pare quello di mettere a fuoco la differenza. É così?
MarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_01Prima di comprendere qualcosa, bisogna aver chiaro che esiste un diverso da sè che deve essere compreso. Se non si coglie l’essenza (e la bellezza) della diversità umana, non è poi possibile provare a comprendere e metabilizzare tale diversità.

John Stuart Mill: cosa ci azzecca un filosofo/economo scozzese ne Gli italiani mi capiranno?
Ho cercato, almeno tra ciò che conosco, un autore più vicino ai nostri giorni, possibilmente italiano, ma non ne ho trovato alcuno più convincente e chiaro di John Sturat Mill. Il suo pensiero, condensato nel Saggio sulla libertà, mi è parso venire bene incontro ai quesiti sul concetto di differenza.

Gli italiani mi chiameranno ha una struttura molto agile, uno stile scanzonato e una certa facilità nel tirare in ballo luoghi comuni per evidenziarne le sfaccettature. Quanto ti è costato in termini di revisioni arrivare una stesura finale soddisfacente?
Il lavoro era partito come il tentativo di abbinare e far convivere narrativa e saggistica. Tale tentativo si è rivelato di non facile realizzazione, anche in funzione delle esigenze editoriali. La parte più attinente al saggio è stata limata al fine di rendere più scorrevoli e divulgabili gli argomenti trattati. Anche la sperimentazione visiva del linguaggio scritto, inizialmente piuttosto marcata, è stata in parte ridotta e smussata per le stesse ragioni. Il libro non ha espresso tutte le potenzialità e non è escluso che, in futuro, possa riprenderlo per affinarne talune asperità ancora esistenti ed integrarne quei contenuti rimasti sacrificati o nell’ombra.

Qual è stata la vicenda editoriale di Gli italiani mi MarcoBocci_GliItalianiMiCapiranno_06capiranno?
Ho conosciuto l’editore tramite ricerca su internet ed ho proposto il mio manoscritto per una valutazione. Mi piaceva la compresenza di editore e autore giovani. Ricevuto l’interessamento e la proposta editoriale, ci son voluti alcuni mesi e 4 revisioni per giungere al risultato andato in stampa.

Quali sono i tuoi prossimi traguardi?
Il mio impegno dovrebbe tutto concentrarsi nel trovare un mecenate o un mentore, insomma qualcuno capace di far emergere le mie qualità di scrittore che vale la pena di comprare. Sicuro come sono di non essere capace di compiere questa ricerca, ho già pronti altri due lavori, uno in prosa l’altro in poesia, che attendono un editore così sconsiderato da voler scommettere su di essi.

 

seiPollici_05

Titolo: Gli italiani mi capiranno
Autore: Marco Bocci
Editrore: Edizioni6pollici
Formato cartaceo: brossura copertina con alette, 12×18
Pagine: 142
Prezzo Cartaceo: 14.00
Prezzo ebook: 7.00

Quarta di copertina
Una raccolta di racconti che, con un registro linguistico particolarmente ricercato e una padronanza assoluta degli strumenti narrativi, accompagna il lettore nella lettura di vicende italiane sotto una chiave interpretativa fuori dai canoni del racconto di denuncia e/o recriminazione nostalgica di quanto potrebbe essere e di cosa in realtà significa vivere in Italia, paese non è più dei poeti ma solo di trangugiatori di illusioni.
Marco riesce a cogliere da alcuni graffiti impressi su muri freschi di tempera e perfino in ascensore, delle spiegazioni originali, inusitate diremo noi, senza tema di smentita. In effetti deve essere inflazionata, almeno a Torino, la scritta “Gobbo finché campo”, ma che ne direste se si riferisse ad un writer esperto di barche oppure di cucina se non anche un esperto in istituzioni civili e tutto a causa di una goeba?

 

 

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